Quattro mesi di silenzio. Tanto è durato il letargo primaverile (anche se di primavera quest’anno se n’è vista proprio poca) dei miei pochi neuroni.
Il motivo di quest’assenza è duplice: da un lato c’è la mia proverbiale pigrizia; dall’altro lato c’è la mancanza di uno stato d’animo giusto. Gestire un blog, infatti, è sì un’attività che impone un impegno costante ma, per quanto mi riguarda, richiede anche una mente leggera, che faccia scorrere la scrittura in maniera fluida.
Altrimenti scrivere non è più un piacere. Diventa, nel migliore dei casi, un mero esercizio di stile o, nel peggiore, uno sforzo inutile, un obbligo.
Questa premessa serve a spiegare che gli ultimi mesi sono stati particolarmente intensi (e pesanti), almeno dal punto di vista professionale, e mi hanno visto costantemente in viaggio.
Ora, complici le vacanze che si avvicinano, comincio finalmente a vedere la luce fuori dal tunnel anche se, come ho spiegato qualche giorno fa sulla mia Facebook page, da qui a fine mese “mi tocca lavorare di bolina” per chiudere le scadenze.